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TRAVERS PAMELA – VADO PER MARE VADO PER TERRA – IPV
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TRAVERS PAMELA- VADO PER MARE VADO PER TERRA – DSA

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TRAVERS PAMELA

VADO PER MARE

VADO PER TERRA

ANTEPRIMA

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Pamela Lyndon Travers quando nel 1940 si trova su un piroscafo diretto negli Stati Uniti, è già un’autrice di successo: negli anni Trenta aveva pubblicato i primi due romanzi della serie di “Mary Poppins”. Si trova su quel piroscafo perché abbandona l’Inghilterra insieme a suo figlio: c’è la guerra, e come lei, tanti altri provano la strada fortunata degli Stati Uniti. Sul piroscafo che la porta oltreoceano la Travers incontra oltre trecento bambini sfollati dalle città inglesi: è da questa circostanza che l’autrice trarrà ispirazione per un libro con protagonisti immaginari, ma molto simili ai ragazzini di quella nave.
Il viaggio è quello di Sabrina, undici anni, e di suo fratello James, otto. Il villaggio del Sussex dove sono cresciuti viene bombardato, e i loro genitori decidono di mandarli in America da un’amica di famiglia. I bambini sono costretti a lasciare tutto: la vita, la memoria, gli affetti, senza sapere se torneranno. Sabrina decide così di tenere un diario, per ricordare tutto. Nel suo diario compaiono personaggi bizzarri, quelli che fanno compagnia ai due bambini e rendono il viaggio meno noioso e più comprensibile. Ad accompagnarli sulla nave che li porta oltre l’oceano è Pel, una giovane scrittrice per ragazzi amica dei loro genitori (il modo che Travers ha escogitato per entrare lateralmente nella storia). Pel, infatti, per quanto sia un’adulta molto bizzarra, irrazionale, prepotente e confusionaria, è anche un mezzo di comprensione (seppur parziale) della realtà ingiusta e imperscrutabile in cui si trovano catapultati i due bambini. Ricorda loro l’affetto di casa e li protegge durante la traversata e oltre.

È stupefacente la naturalezza con cui Travers riesce a rendere vivida e credibile la voce di una ragazzina di undici anni, senza mai sovrapporvi la propria, con lo stesso rispetto e la profonda conoscenza anche dei moti più sgradevoli e segreti della testa di un bambino. E sono straordinarie la semplicità e la precisione con cui riesce a descrivere sentimenti complessi come la paura, la nostalgia, l’inadeguatezza. Sabrina ci arriva dal passato viva, tangibile e commovente, con il suo buffo umorismo, la sua tenerezza e i suoi errori di ortografia, la felicità della sua scoperta del paesaggio americano, la sua passione per i neonati, la botanica e le brutte poesie, i suoi egoismi e i suoi desideri nascosti
“Vado per mare, vado per terra” è un vero e proprio romanzo di guerra, perché dalla tragica esperienza della guerra trae linfa vitale. Ma esso è stato scritto prima della fine della guerra, quando le cose sono ancora incomprensibili, e solo i bambini possono sopportare l’orrore della storia, inventando nuovi mondi. Come i suoi personaggi, l’autrice non conosce il futuro. E il diario di Sabrina, infatti, racconta soli tre mesi e si interrompe nell’ottobre 1940, con un finale aperto su una durata imprevedibile. Lei e James, però, hanno imparato il coraggio grande di accettare i cambiamenti traumatici dell’esilio e trasformarli nella loro storia.

Storie di ragazzi e ragazze, Avventura, Emozioni: Dai 10 anni

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