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Ardone Viola 

Il treno dei bambini

Il treno dei bambini  riscopre una pagina della nostra storia dimenticata ovvero quella relativa ai treni della felicità che il Governo italiano mise a disposizione per una vera e propria rete di solidarietà sostenuta dall’UDI (Unione donne italiane) e dal partito Comunista nel primo dopoguerra. Nei comuni più disastrati si formarono dei comitati che stilavano liste nelle quali i genitori  potevano inserire i nomi dei propri figli per strapparli alla miseria e trasferirli per un periodo in altre regioni italiane, in particolare l’Emilia Romagna, le Marche e la Toscana dove era più forte e sentita la presenza del partito. […] Amerigo, il protagonista, è un bambino sveglio e sensibile che  affronta il viaggio con curiosità , ansia e paura. Fino a quel momento ha vissuto  tra i chiassosi bassi di una Napoli ferita dai bombardamenti e dalla miseria. Suo padre non l’ha mai conosciuto e sua madre è una donna forte e coraggiosa ma non abituata a dispensare parole buone e carezze. Nonostante i numerosi pregiudizi che aleggiano su quel viaggio della speranza Antonietta decide di far partire Amerigo nella speranza di offrirgli un futuro migliore fatto di scarpe e vestiti nuove e di cibo a volontà. Una volta raggiunta Modena, Amerigo incontra la sua nuova famiglia e scopre un mondo diverso fatto di solidarietà e di abbracci, di nuovi amici, di scuola e di sogni realizzati come quello di imparare a suonare il violino come ha visto fare a Carolina, una bambina iscritta al Conservatorio di Napoli. Ma quando è il momento di ritornare nella sua città, Amerigo è incapace di riadattarsi a quella vecchia vita e fugge per tornare a Modena. [Fonte: MyDreams, sito]

famiglia, storia, società, affetti e sentimenti, da TREDICI anni

 

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