
MINGONI PAOLA – LA FABBRICA DEI TOPI
05/12/1972
MILANI MINO – L’UOMO VENUTO DAL NULLA
22/01/1973MILANI MINO – SEDUTO NELL_ERBA AL BUIO

Milani Mino
Seduto nell’erba al buio
Seduto nell’erba, al buio, Mino Milani restituisce il senso di una quotidianità deformata, rielaborando il suo diario da adolescente del 1944. Con un tono colloquiale, in una Pavia occupata dai nazisti, Nino annota quello che accade a lui e a chi gli sta accanto. Le tipiche esperienze della sua età si mescolano con la presenza cupa della guerra (anche civile). Nino osserva, incapace di dare risposte all’insensatezza di certi eventi. In quell’anno, Nino scoprì, visse e capì molte cose. Ad esempio che il nemico è innanzitutto una persona, un essere umano capace di essere amico e – nel momento più buio – salvarti la vita. [Fonte: RicercAzione, rivista on line]. Il diario di Nino sembra aprirsi ad un orizzonte più vasto di quelli a cui ci hanno abituato le testimonianze vere o i romanzi creati su quegli anni. Nino sa che è tutto più complicato, intricato, dubbioso di come altri lo hanno raccontato. E, nel perdere Matilde, ribadisce l’amicizia con Franz, perché la guerra, l’amore, i nemici, la morte e la vita sono così complessi che si smette perfino di tenere un diario.” [Fonte: A. Faeti, Postfazione al libro]]
amicizia, crescita, racconto di formazione, storia di ragazzi e ragazze, Storia; da TREDICI

