HUB ULRICH e MÙHLE JÒRG – L’ARCA PARTE ALLE OTTO

01/04/1985

HUIZING ANNET – COME HO SCRITTO UN LIBRO PER CASO

14/04/1985

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01/04/1985

HUIZING ANNET – COME HO SCRITTO UN LIBRO PER CASO

14/04/1985

HUIZING ANNET

LA CASA DEL CONTRABBANDIERE

Ole ha i capelli rossi; un padre che ha 68 anni, è nato con una gamba e mezzo, è in pensione e ha un fratello con un ritardo mentale; una madre che ne ha 58 e ogni tanto sente il bisogno di partire da sola per ritrovarsi. Tutto cambia quando arriva la notizia che è morto suo nonno. Ole non sapeva di avere un nonno: ora scopre che viveva a Orpel ai confini con il Belgio e che suo padre Piet lo detestava e aveva rotto i ponti con lui. L’eredità della casa della nonno si rivela molto gravosa: nessuno la compra e ci sono molte spese da fare. D’estate, in coincidenza con il viaggio della madre in Tibet, Ole e Piet si trasferiscono a Orpel. In La casa del contrabbandiere di Annet Huizing, tradotto da Anna Patrucco Becchi per La nuova frontiera, si racconta di Ole e del suo legarsi alla casa che inizialmente trova terribile: è gelata, ci piove dentro, non c’è gabinetto interno. Prima è Gary, un irlandese che gira in pulmino, ad aiutare Piet e Ole a sistemarla un po’, poi arriverà Anastazja, una compagna di classe del ragazzo che viene dalla Polonia, poi Pola, una ceramista affitterà una stanza per il suo laboratorio. Deciso a scoprire chi era veramente suo nonno, Ole apprenderà che dietro al lavoro di maniscalco si nascondeva un’attività di contrabbando di burro dall’Olanda al Belgio in cui aveva coinvolto anche il figlio, causandogli un grosso trauma, che è arrivato il momento di risolvere… Un libro ricco di sorprese e di temi, avventuroso e appassionante [Fonte:Rai Cultura Letteratura, sito]

affetti e sentimenti, famiglia,  racconto di formazione, da DODICI anni

 

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