Allarme alla Biblioteca DeAmicis

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA 12/2020
21/11/2020
BILANCIO PRECONSUNTIVO ESERCIZIO 2020 AGGIORNATO AL 30 DICEMBRE
01/12/2020

Allarme alla Biblioteca DeAmicis

Giù le mani dalla DeAmicis

Aderiamo come Associazione e, per chi vorrà aderire, come persone,
all’appello lanciato da AIB e da Acisjf Genova tramite CHANGE.ORG 

Invitiamo i nostri soci, i nostri amici,
a mobilitarsi in difesa di questo strumento fondamentale per la cultura,
Invitandoli a firmare con noi la petizione http://chng.it/rvbm4BfR

La repubblica del 29 novembre riporta nella cronaca di Genova la notizia che da Gennaio il IV modulo della Biblioteca De Amicis (dove si trovano la Sala Luzzati che ospita il fondo di Psicopedagogia, con circa 6000 volumi, l’Auditorium e l’area per i laboratori e le attività didattiche, 700 metri quadri) potrebbe essere occupato da una società del settore dello Shipping con un centinaio di addetti.

Secondo l’AIB, «se il Comune dovesse ridurre effettivamente gli spazi della DeA, si metterebbe a  rischio una delle strutture legate all’infanzia più importanti della nostra città e una delle realtà bibliotecarie per ragazzi più prestigiose a livello nazionale e internazionale».

Dal 2010 la sede operativa della nostra Associazione si trova nel laboratorio multimediale,
è per noi il luogo dove ci  incontriamo, dove incontriamo gli aspiranti volontari,
i genitori dei ragazzi, ed i ragazzi che vogliono informazioni sulla nostra attività.

La sala Luzzati è da sempre il luogo dove si svolgono le nostre Assemblee, e i nostri eventi promozionali.

Difficilmente dopo questa ristrutturazione questo spazi e queste funzioni potrebbero continuare ad essere disponibili, qualche sia il modo in cui essi potrebbero essere ricollocati.

Ma a prescindere da noi, siamo fermamente convinti che siano spazi di fondamentale utilità per la cittadinanza e per l’associazionismo genovese. Per utilizzare la sala Luzzati per un evento occorre prenotarlo mesi prima, data la grandissima richiesta e l’intenso utilizzo della sala.

La distruzione di questi spazi è un fatto ancora più grave perchè questi sono spazi unici per le scuole e per i ragazzi. Non esiste in città nulla che li possa sostituire.

 

 

 

2 Comments

  1. Emanuela ha detto:

    Lo hanno detto in tutti i modi che lA cultura non paga ma non sono per niente d’accordo con questa affermazione, anzi ritengo giusto l’esatto contrario. Se vogliamo che i nostri bambini crescano e siano gli uomini donne del nostro futuro dobbiamo partire proprio da lì: la cultura, che sembra spaventare molta gente. Certamente è molto più semplice governare persone che, essendo ignoranti, non possono far vAlere i propri diritti. Spero molto vivamente che la biblioteca continui ad essere il centro per bambini e giovani che vogliono migliorarsi. Non credo poi che non ci siano altri posti dove mettere questi uffici…….

    • Adov ha detto:

      Grazie Emanuela. Noi come associazione e come persone siamo allibiti. La De Amicis è un luogo unico al mondo, il progetto realizzato e vivente di un modello modello di biblioteca come punto di incontro e di realizzazione, luogo di una attività di socializzazione e di arricchimento rivolta ai bambini di tutte le età, dalla prima infanzia all’età adulta. E’ un patrimonio inestimabile e insostituibile per tutta la città, un modello di riferimento e un motivo di orgoglio nei confronti di tutto il mondo. Privare la biblioteca di tutti gli spazi di laboratorio e di vita collettiva, riducendola ad un luogo di pura consultazione di libri, rappresenta uno sfregio gravissimo dato al volto dell’intera città. Come se fosse Genova fosse stata colpita da una bomba messa dai terroristi islamici in lotta contro la cultura occidentale, la cultura della tolleranza, dell’accoglienza, della cura dei giovani, del pluralismo. Distruggerne l’integrità è un crimine verso la città intera, la scuola, le associazione culturali e di animazione sociale, i genitori, gli insegnanti, i bambini ed i ragazzi. Il nostro futuro.
      E’ un atto di puro terrorismo culturale e sociale, una svalutazione della cultura, e della sua diffusione tra i giovani a cosa inutile e superflua. Sicuramente dettato da puri calcoli di convenienza economica.
      Davvero Genova non può permettersi il costo di questo patrimonio, che è patrimonio di tutti noi?
      La città non può sopportare senza reagire. Sono certo che il Sindaco non sia stato ben consigliato e non si sia reso conto della gravità di questa decisione inaudita, che se portata avanti rappresenterà un segno di vergogna indelebile sulla sua intera amministrazione. Non succederà. Tutti insieme stiamo reagendo, e sono certo che il messaggio gli arriverà forte e chiaro e comprensibile e che egli non commetterà un simile errore.

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